In quest’estate calda, il cui caldo è esploso prima dell’inizio ufficiale della stagione, ho deciso di iniziare un programma di allenamento, accompagnato da una dieta da seguire.
È successo tutto dopo essere stata al Centro di Medicina dello Sport a Voghera, in Lombardia.
Lì c’è anche una sezione dedicata ai pazienti con patologie che portano all’indebolimento dei muscoli, come la mia. La Fshd attualmente non ha un trattamento, niente farmaci per fermare il decorso, niente per rigenerare i muscoli danneggiati. Mentre la ricerca scientifica va avanti, provo ad ingegnarmi con tutto il resto. Fisioterapia, piscina e Voghera, che era nell’aria da un po’.
Eppure decidermi a prendere appuntamento non è stato facile o immediato. Sono molto contraddittoria quando si tratta di volermi bene ed essere speranzosa. Racconto (agli altri ma pure a me) che tengo a me stessa e che ho fiducia, ma nel profondo sono sempre molto scettica. Per fortuna mi capita di ascoltare e spesso qualcuno mi parla e cambio idea.
Sono tante le ragioni per non andare ad un centro di medicina sportiva non proprio dietro casa. Soprattutto quando a fine giugno esplode il caldo, che non risparmia nemmeno il nord d’Italia, anzi, lo colpisce ancora di più. In più l’anno è arrivato a un punto di svolta, il meteo ti pone davanti a un bivio: O trovi una scusa per fermarti, o trovi una scusa per non renderti reperibile.
Ma Voghera, inaspettatamente, si rivela una scusa per fermarmi e rendermi pure irreperibile. Silenzio la vocina che per tanti mesi mi ha detto che era una meta lontana, che un programma di allenamento e una dieta sarebbero state più che un aiuto una palla al piede, l’ennesima (quando mi ci metto d’impegno sono impeccabile nell’esagerazione).
Con il sospetto che la vocina che mi dice di non andare un po’ di ragione l’abbia, mi abbandono a quasi cinque ore di treno e approdo in un nord d’Italia più caldo di Roma, per l’appuntamento al Criams, Centro Interdipartimentale di Medicina dello Sport di Voghera.
Tutto è iniziato un anno fa, il 20 giugno del 2025, Giornata Internazionale della Fshd. In uno degli interventi della giornata di incontri promossa dall’associazione Fshd Aps presentano questo progetto che propone un percorso fatto di alimentazione specifica, integratori ed esercizi fisici, per pazienti con malattie rare.
Io, come detto, tentenno, dubito, dico ma Voghera è lontana. Sì, lo è . Ci metto mesi e mesi a decidere di prenotare, ma alla fine ottengo un appuntamento il 24 giugno.
Mi decido a fare una risonanza magnetica, dopo anni che non ne eseguo una, continuo con una serie di analisi del sangue da portare. Lascio il micio nella calura di inizio estate e, a stiracchiarsi assieme a lui, anche un pezzo di cuore.
A Milano mi dicono benvenuta nel deserto, a Voghera dicono che il gran caldo è iniziato già da una settimana. Ora che scrivo queste righe è passato più di un mese da allora, fa ancora troppo caldo per un’estate vivibile e sono molto stanca (mi pesa anche scrivere ma provo gioia ad aver finalmente ripreso). Lascio la Paola di un mese fa ignara e speranzosa in un’estate più clemente di questa.
Il caldo c’è già alle 9 del mattino quando raggiungo il Criams che fortunatamente è dietro l’angolo del bed and breakfast dove sono, che è in realtà è solo bed perché non ha un tavolo per mangiare e dei fornelli per cucinare. Però è pieno di zanzare figlie della calorosa pianura Padana, per le quali la mia presenza è un regalo incredibile.
La squadra che mi accoglie mi toglie in un attimo scetticismo e stanchezza, riconsegnandomi la volontà di prendermi cura di me stessa.
Ho misurato il metabolismo coperta con quella che avrebbe potuto essere una maschera per celare la mia vera identità, o uno scudo per affrontare il mondo esterno; anche se per qualche secondo mi è sembrata più un’esca per attacchi di panico e non mi sono trovata molto a mio agio.
Dalla sedia a rotelle ho eseguito degli esercizi che avrebbero costituito il mio allenamento poi tornata a casa.
Mentre attendevo la visita con la dietista ho scambiato parole con naturalezza e quasi noncuranza e le ho lasciate lì, senza sapere che alcune di esse una volta tornata a casa mi sarebbero mancate.
Ho ultimato la mia giornata con una dietista che sapevo avrebbe rivoluzionato le mie abitudini alimentari, ma questo lo racconterò in uno spazio a sé.
Dimmi sotto che stella ti addormenti e ti dirò quanto sfigato sei.
Nei giorni successivi al rientro, sulle note del telefono ho scritto questa frase. Ho dimenticato addosso gli orecchini con cui mi era stato accuratamente detto di non docciarmi. Sono tornata da un nord infuocato e a Roma ho guadagnato ghiaccio su una gamba, Dicloreum e giorni pigri. Un piccolo incidente a ritorno da Voghera ha reso il mio ginocchio destro pungente così come il caldo.
Il viaggio non è stato una passeggiata e mi chiedo se sarò in grado di seguire la dieta e gli esercizi, quando il programma arriverà. Ma fa caldo e questa domanda evapora come una goccia d’acqua prima ancora che una risposta giunga.
Se siete curiosi di saperne di più:
Sul Criams di Voghera:
Sulla Giornata Internazionale della Fshd:
https://www.bookslifeandcat.it/diario-di-una-brocca-muoversi-senza-muoversi/