Parlare con la stanchezza cronica:
La Brocca pensa ai sintomi della stanchezza cronica e si chiede come affrontarla. La spaventa perché è un qualcosa di invisibile, e come tale deve autoaffermarsi, dire che esiste. Soprattutto perché potrebbe ignorarla a vita, altrimenti.
Il primo giorno di rientro in piscina, dopo la pausa estiva, macchia le sedie con salsa di soia e anche i vestiti. Rompe un portaspazzolino in coccio (il portasapone lo aveva già fatto fuori mesi fa). In altre occasioni si sarebbe maledetta, autodefinita una combinaguai buona a nulla.
Quella sera invece decide di andare a letto presto e di fare due chiacchiere con la stanchezza. Lei è già lì, la riconosce perché fa le coccole al gatto, mentre lui fa le fusa acciambellato sul letto e il suo pelo viene spettinato da un vento leggero.
Continuerà a macchiarsi con la salsa di soia, ma ovviamente non metterà più nulla in coccio, almeno sul lavandino.
Saggia idea, le risponde la stanchezza, arruffando il pelo di Gigi, che si stiracchia compiaciuto.
Le chiede se per favore può allontanarsi da lui e concentrarsi su di me.
Ma Gigi ronfa già da un po’ e lui e la stanchezza sono evidentemente amici per la pelle. Capisce che la sua richiesta non verrà esaudita.
Allora la Brocca si mette sul letto, accanto a loro. Gigi e la sua stanchezza cronica. Vederla accanto al gatto fa già un altro effetto.
Le racconta che spesso le mette in imbarazzo. Lo fa più della malattia. Mette in imbarazzo perché non si può spiegare. È un sintomo invisibile, pochi le credono e quindi in pochi credono alla Brocca. Almeno si mettesse addosso un mantello, spaventerebbe di più. Sarebbe un fantasma perfetto per Halloween.
Le dice che sembra una scusa per non fare cose, per non uscire di casa, per non assumersi delle responsabilità, per non prendere degli impegni, non vedere persone. Perché lei esce fuori anche quando non sembra che ci sia stato affaticamento, uno sforzo tale da giustificare il decidere di non fare ma di riposarsi.
Le confessa che non la legittimano gli altri, e che lei, dall’alto della sua broccaggine, non la giustifica. È mai possibile essere stanchi se non hai avuto una giornata stancante? Le chiede.
Le risponde che lei non è uguale alle altre stanchezze, che è legata a una patologia. E poi le chiede chi è che definisce quando ci si può sentire stanchi o meno.
A quel punto tutte le certezze che la Brocca ha in testa si sfaldano e lei pure si sente andare in mille pezzi.
In effetti non sta scritto da nessuna parte, quando è legittimo ammettere di essere stanchi.
E quelle liste che sembrano trappole? Le chiede allora, la Brocca
Quegli impegni che rendono pesante anche il tempo libero?
Quelle giornate che sembrano uno sforzo continuo, a partire dal momento in cui si alza dal letto?
La stanchezza le risponde che rimangono, queste cose pesanti.
Ma le liste si possono affievolire scrivendole a matita, così da poter cancellare e posticipare le cose meno urgenti
E se si prova a togliere l’ansia nel pensare ai mille impegni imminenti (e magari a snellire anche quelli) ecco che il piacere del tempo libero riappare.
Raccontami perché hai preso tre piantine grasse. Chiede infine la stanchezza.
Mentre ormai è a letto, vinta dalla stanchezza e Gigi continua a dormire beato sempre accanto alla sua stanchezza cronica, la Brocca si chiede perché questa le stia chiedendo delle piantine grasse recentemente comprate e che ora sono in balcone. Ma le risponde comunque.
Perché tutte le altre le faccio morire, sarebbe la risposta più immediata e semplice.
Invece le racconta che le ha prese quando l’unica cosa che sembrava aver preservato la libertà fosse l’aria d’autunno diventata improvvisamente fredda. Per far fronte a un sentimento di impotenza, che a tratti si allevia e attratti pesa quanto un macigno. Non è mai stata brava con le piante, ma continua a prenderne. Non è brava nemmeno a sceglierne, tra mille, aveva puntata una che il fioraio stesso, andando contro i propri interessi, le ha sconsigliato.
Tre piantine grasse, tre cose concrete. Ora sono lì, sono il senso di impotenza, la frustrazione e la stanchezza cronica della Brocca.
Hai visto, alla fine mi hai dato una forma. scherza la stanchezza.
Giusto, sei una piantina grassa.
Afferma la Brocca, e finalmente si addormenta.
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