I primi caldi, che adesso sono un tenero lontano ricordo, non mi impediscono di soggiornare sulla scrivania già incasinata di Paola o di affondare il muso nella ciotola del purè. Di scrivere una storia prima che il clima diventi torrido e l’idea evapori.
L’inizio della stagione estiva mi fa salutare il caldo come un amico tornato da un viaggio lungo un anno, con appresso uno scrigno di croccantini in regalo.
Io scelgo ancora la cuccia, nonostante il fresco pavimento in marmo diventi sempre più invitante.
Con l’arrivo dei super caldo, che non si preannuncia e nemmeno si aspetta, la finestra con le tende svolazzanti diventa il mio posto preferito quando il sole non batte, il condizionatore e il ventilatore i miei migliori amici. Guardo con dubbio il ventilatorino piccolo manuale, arrivato in regalo dalla zia, che fa troppo rumore per i miei gusti: devo capire se posso fidarmi di lui.
Con l’avanzare dell’estate proliferano anche gli ospiti insetti dentro casa. Mentre Paola chiede supporto per gestire un gruppo di formiche che hanno deciso che la mia ciotola è la loro nuova casa, io guardo con curiosità ogni piccolo insetto ma scatto all’azione e alla caccia solo con quelli un po’ più grandicelli. Sono un felino pigro. Ad esempio un moscone entrato in casa e e rifugiatosi nella pianta secca. Aspetto pazientemente che esca, anche se sono le 23 di sera, Paola ha sonno e vorrebbe andare a dormire. Mai distogliere l’attenzione di un gatto cacciatore sotto la luna di un luglio torrido.
Quando il clima inizia (non a torto) ad odiarci, i pavimenti diventano il mio luogo ideale. Via il divano, via la cuccia, il letto solo per gli agguati, per i saluti mattutini e per brevi riposini pomeridiani. Per il resto ci sono i tavoli, che apprezzo particolarmente se c’è qualcosa da annusare o se sono sotto il getto del condizionatore.
Il balcone, che per me è uno sfogo durante l’anno, d’estate e con il caldo è il mio territorio solo la mattina presto o la sera tardi, poi mi è bandito, anche perché mi dicono che ho orecchiette e naso che potrebbero scottarsi, quindi vade retro sole.
C’è una serranda semi abbassata in camera da letto da praticamente due mesi. Nessuno la alza, chi ci prova è maledetto vita natural durante. Quello è il mio regno fatato. Sotto la ribaltina il caldo mi incute meno timore.
Il caldo vuol dire musetto adagiato su bottiglie di acqua fredda o confezioni di marmellata appena uscite dal frigo. Occhietti semichiusi, sognando l’autunno.
Enciclopedia UnGatto è un’idea che nasce seguendo un gatto che gioca con il filo delle parole. Il filo nel tempo prende tante forme e significati diversi. Cambia, si trasforma, rimanendo sempre se stesso. Il gatto gioca e gioca; io lo guardo divertita, incuriosita, emozionata. E intanto scrivo.