Lois the Witch e l’isteria di massa

L’ignoranza di ieri e di oggi.
Lois the Witch e l'isteria di massa

Lois the Witch e l’isteria di massa. Sono sempre stata affascinata dalla letteratura inglese e recentemente, immersa nel traffico di un tiepido autunno romano sul lungotevere, che da troppo tempo non percorrevo per andare a lavoro, ho scoperto Lois the Witch (Lois la strega), di Elisabeth Gaskell.

Si tratta di un racconto lungo, o se si preferisce romanzo breve, di genere storico, apparso per la prima volta diviso in tre parti nell’ottobre del 1859, nella rivista dello scrittore Charles Dickens All the Year Round.

In seguito pubblicato nel 1861 dall’editore Christian Bernhard Tauchnitz a Lipsia, contenuto nella raccolta di cinque storie intitolata Lois the Witch and Other Tales. 

Il racconto è ambientato nel 1691. Lois è una ragazza di appena 18 anni, cresciuta in una canonica di Barford, Warwickshire (Inghilterra). 

Alla morte di entrambi i genitori attraversa l’America per stabilirsi dallo zio a Salem, Massachusetts (America).

Gaskell rievoca nel suo racconto le persecuzioni verso persone accusate di stregoneria che si tennero fra febbraio 1692 e maggio 1693 nel Massachusetts coloniale.

Dichiarata strega sulla base di una prova spettrale, ossia la testimonianza di una presunta vittima, di essere perseguitati in sogno da un essere stregonesco.

Quello che accadde a Salem e che Gaskell riporta nel suo testo, fu un caso riconducibile al fenomeno di isteria di massa. Data fondamentalmente dall’ignoranza, dalla superstizione e dalla paura dello straniero e dell’estraneo. Tali sentimenti conducono, se non riconosciuti, affrontati e mitigati, al panico. Il panico conduce alla vigliaccheria e la vigliaccheria conduce inevitabilmente alla crudeltà.

Racconta Gaskell che, durante la persecuzione, non furono risparmiati nemmeno gli animali, come i cani.

Lois si sente impotente e confusa di fronte al precipitare delle vicende. Come Josef K., il protagonista del romanzo Il Processo di Franz Kafka, Lois si lascia trasportare dall’assurdità di ciò che le capita, quasi perdendo il senso del reale. Sarà il ferro della prigione a tenerla stretta alla realtà. A convincerla che strega non è, ma non è detto che questa sua convinzione sia per lei una salvezza.

l’Isteria di massa raccontata da Gaskell è alimentata, come detto, dalla paura di ciò che non si conosce e che, per essere compreso, richiederebbe sforzo e tempo per apprendere. Alimentata dalla forte presenza sul posto di nativi americani e non solo. Lois stessa è una straniera, proveniente da un altro continente, venuta a turbare l’equilibrio e la tranquillità del posto e della casa in cui è ospitata.

L’isteria di massa c’è anche oggi e si scatena verso tutto ciò che non si conosce. Ingigantita dalle Fake News e dall’Intelligenza artificiale, dalle false credenze e miti popolari. Dall’evoluzione contemporanea e il progresso, sfruttati non in modo educativo ma dispersivo.

I social network sono diventati i luoghi della condanna, dove ogni giorno si individuano da una parte le vittime e dall’altra i carnefici, da una parte i buoni e dall’altra i cattivi, senza lasciare spazio ai dubbi, alle domande, ai diversi punti d’osservazione e di vista. Si dà per buono ciò che si legge e più la notizia è semplice e d’impatto e più le diamo adito, senza pensare che per avere un’opinione definita sicuramente non basta un’unica fonte (soprattutto nell’era delle fake news e dell’intelligenza artificiale).

L’ignoranza colpisce ogni tempo e luogo, cambiando solo la forma e la modalità d’azione. Per questo Gaskell racconta una vicenda accaduta due secoli prima del tempo in cui vive, perché ne riconosce la contemporaneità. E la riconosciamo anche noi che la leggiamo ai nostri giorni.

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