Che siamo un’unica entità, in questo mondo, e che questo potrebbe salvarci lo ha detto certamente e chiaramente Charles Dickens con le sue storie dedicate al Natale, prima fra tutte A Christmas Carol (Canto di Natale), pubblicata nel 1843, attraverso l’apertura al prossimo del vecchio e avaro Ebezener Scrooge.
Facendo un salto temporale arriviamo a Elsa Morante, che con il romanzo La Storia, pubblicato nel 1974, seguendo il pensiero della filosofa Simone Weil, nel famoso discorso all’osteria di Davide Segre, riprende il concetto appreso da Scrooge: inutile e anzi dannoso negarlo, l’umanità intera fa parte di un unico corpo e ciò che fai al prossimo lo fai a te stesso.
Chi conosce bene il romanzo di Morante sa che sia nella tragedia ma anche nella comunità descritta ci sono anche gli animali, che occupano un ruolo centrale nella vicenda, come i cani Bella e Osso. Sono creature innocenti, come lo è il piccolo Useppe, partecipando al destino di una Storia che li ha eletti creature viventi al pari degli umani. Fanno parte di quei “Felici Pochi” che Morante introduce già nel 1968 ne Il mondo salvato dai ragazzini.
Anche Olga Tokarczuk ci parla di un mondo fatto di un unico cuore che batte e in cui gli animali alimentano la terra dei loro battiti come e più degli uomini. Premio Nobel per la letteratura nel 2018. In Guida il tuo carro sulle ossa dei morti (Prowadź swój pług przez kości umarłych) edito nel 2009, la protagonista Janina Duszejko ci ricorda che di questo insieme chiamato umanità fanno parte anche gli animali. Insegnante di inglese esperta di astrologia (per Tokarczuk l’astrologia mette ordine al caos: è arte e non scienza, spiega i nostri giorni) abita la Polonia rurale frequentata in gran parte d’estate e d’inverno abbandonata a pochi abitanti e agli animali.
Un thriller avvincente che ha alla base una forte presa di posizione contro la caccia. Una serie di omicidi sconvolge la piccola comunità rurale vicino a Kłodzko (Polonia). Sono tutte vittime che hanno a che fare con la caccia degli animali, per cui Janina si convince che ad attuare le morti siano gli animali stessi, per vendetta.
La tutela degli animali, in un territorio di caccia, è finalizzata anche a salvaguardare noi stessi. Perché ci sono apparenze, usanze, tradizioni che possono essere sovvertite, per il bene di tutti. Quale è la differenza fra uccidere un animale o un uomo? Perché il primo è caccia e divertimento e il secondo omicidio? Ci chiede e si chiede Tokarczuk con questo romanzo.
Quasi tutti gli umani, nel romanzo di Tokarczuk, hanno pseudonimi. Bietolone, Piede grande. Tutto si muove all’interno di una piccola comunità, che è molto simile a quella all’interno alla quale l’autrice stessa vive.
Janina è una donna anziana, con una malattia cronica. Tokarczuk racconta di aver dato rilievo a una figura che nessuno avrebbe scelto. Alla quale, in questa società, in genere non si dà voce, soprattutto per portare avanti tematiche di spessore. Eppure, Janina, che ama la poesia (traduce dall’inglese le poesie di William Blake) e l’astrologia, ci ricorda la nostra vera natura. Fa parte di quegli stessi felici pochi che dominano il racconto morantiano.
Ma perché dovremmo essere utili, e rispetto a chi? Chi ha diviso il mondo in inutile e utile, e con quale diritto? Il cardo non ha il diritto di vivere, oppure il Topo che mangia il grano nei depositi, le Api e i Fuchi, la gramigna e le rose? Ma quale mente ha avuto la faccia tosta di giudicare chi è migliore e chi peggiore? L’albero grande, storto e pieno di buchi, è durato per secoli e non è stato tagliato perché in nessun caso se ne sarebbe potuto fare alcunché. Questo esempio dovrebbe risollevare lo spirito di quelli come me. Tutti conoscono i vantaggi dell’utile, ma nessuno conosce il profitto dell’inutile.
Usare la letteratura per parlare di importanti problemi. Questa è il fuoco alla base della scrittura di Tokarczuk. Di Guida il tuo carro sulle ossa dei morti ho sottolineato praticamente tutto. E non vedo l’ora di leggere altro di Tokarczuk.
Crediamo di essere liberi, e che Dio ci perdonerà. Personalmente la penso in modo diverso. Ogni azione trasformata in minute vibrazioni di fotoni alla fine si metterà in viaggio verso il Cosmo, come un film, e i pianeti lo guarderanno fino alla fine del mondo.
E che il mondo è una grande rete, una totalità, e che non esiste una cosa a sé stante. Che ogni frammento del mondo, anche il più piccolo, è legato agli altri tramite un complicato Cosmo di corrispondenze che il comune intelletto non riesce a penetrare. È così che funziona. Come un’automobile giapponese.
Olga Tokarczuk, Prowadź swój pług przez kości umarłych
Edizione italiana di Bompiani editore: Guida il tuo carro sulle ossa dei morti
Traduzione di Silvano De Fanti
Per approfondire:
In questo Blog:
https://www.bookslifeandcat.it/linfluenza-di-simone-weil-ne-la-storia-di-elsa-morante/
https://www.bookslifeandcat.it/diario-di-una-brocca-dickens-e-bicchieri-mezzi-pieni/
Fonti esterne utilizzate per questo articolo:
https://www.youtube.com/watch?v=3YRxkfRX-lo&t=1695s
https://www.theguardian.com/books/2018/sep/21/drive-your-plow-over-the-bones-of-the-dead-review