Diario di una brocca: come d’autunno 

La stagione a me più affine.
Diario di una brocca: come d'autunno 

Diario di una brocca: come d’autunno 

Sul lungo Tevere di Roma il traffico é tanto, troppo. La brocca si chiede perché Roma sia tutta una distanza, tutta un protendere verso un luogo irraggiungibile. Non c’è una risposta e Roma o si ama o si odia e la brocca, ovviamente, la ama. Mentre protende verso il luogo che sa per certo non raggiungerà in ritardo tempo ascolta un audiolibro.

Gli audiolibri hanno la capacità di rimettere la brocca in contatto con la realtà. Di metterla a riparo da tutti i Vecna che possono perseguitarla:

Tutte le visite mediche, comprese quelle non legate alla disabilità, alla Fshd. Ovviamente non parliamo dei controlli in sé, che sono di importanza vitale, ma tutto ciò che, collateralmente, rischia di appesantirli. La stanchezza di una visita medica dopo una giornata di lavoro. Il procrastinare nel prendere appuntamenti per la difficoltà di conciliare gli impegni. I tanti aspetti della salute a cui pensare, aggiunti a tutti gli altri gli impegni lavorativi, burocratici e così via.

L’importante in questi casi, per non appesantirsi, è trovare spazi accoglienti e accessibili, come lettini che grazie al pedale in basso e altri sistemi, si abbassano diventando accessibili. Luoghi privi di barriere architettoniche, che danno la possibilità di poter accedere ai servizi.

La sanità dovrebbe essere accessibile su tutti i fronti. Chissà se ci arriveremo mai, pensa la brocca.

Il rischio è quello, altrimenti, di sentirsi un fantasma agli occhi della società.

Come il vento d’autunno, quando rende giustizia alla stagione, si ammanta della sua veste fresca e leggera ed è un fantasma che non lascia tracce. Sarà per quello che la brocca va tanto d’accordo con questa stagione, perché anche lei spesso si sente un fantasma. Quando trova una rampa d’accesso al marciapiede bloccata. Un posto per disabili occupato da chi non ha un contrassegno per disabili, o ne ha uno di cui non è il titolare. Ogni diritto negato. La lista è veramente lunga, pian piano la facciamo tutta.

La pioggia d’autunno, nella sua veste delicata e non distruttiva, cade e sembra dar senso anche al traffico e alle tante cose che succedono e che senso non hanno.

La sera d’autunno é una fatina che ha agitato la sua bacchetta e immortalato il tempo. Fuori dalla clinica Villa Giuseppina Roma sembra lontana, eppure é lì, a un passo dal parcheggio. Nella sera che scende c’è silenzio, nella testa solo il rumore del battito del cuore appena ascoltato nell’ecografia, dal cardiologo, e che sta bene, e il respiro che si rilassa dopo lo sforzo della visita dallo pneumologo.

In questo tempo immortalato la brocca pensa al passato.

Rivede le foto passate e quella che vede sembra un’altra persona. Non sembra stanca, o preoccupata. Finge bene quella persona? No, è semplicemente che da dentro sembra tutto più intenso e soffocante. Basta uscire fuori, guardarsi da fuori con il benestare del tempo che passa, per respirare e ridare la giusta dimensione alle cose.

La sera d’autunno lo sa, che è bello rimanere immobili, ma ancor più bello è poter dare spazio al tempo che viene. Lo sa anche la brocca. Prendere integratori a colazione, pranzo e a cena. Alterare il sapore in bocca del cibo, formare nella testa un’immagine di futuro.

I vestiti del passato, che la brocca non mette da un po’. Chissà come le staranno adesso, che il tempo è passato, che la vita dopo la pandemia e il 2020 è così cambiata. Ora che lavora prevalentemente in smartworking. Adesso che per muoversi usa maggiormente la sedia a rotelle. Come stanno, quei vestiti, ora? La brocca prende coraggio e osa. Mette un vestito del 2011. Il vestito nero della sua laurea breve. Le sta bene, con tutti gli anni in più e la sedia a rotelle. Decide che metterà tutto ciò che ha ignorato in questi ultimi anni.

Ed è pronta per il fine settimana.

Il sabato d’autunno, la brocca è una pianta che deve essere annaffiata, ha mille progetti in testa ma zero energie. E allora in cerca di acqua la brocca va direttamente in piscina, desiderando quello sforzo che rilassa corpo e mente e svegliandosi nel freddo che prepara all’inverno, che pulisce il cielo e anche la sua testa.

 Così attende la prossima stagione.

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